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In vacanza con meCol permesso dei miei quattro lettori, abbasso le saracinesche del blog e per un mesetto vado in vacanza pure io. Ammetto che fa una certa impressione, pensare di concedersi trenta giorni liberi dall’obbligo della scrittura pubblica quotidiana. Dopo due anni di post quotidiani posso dire che, in quanto a regolarità, non ho nulla da invidiare né a un monaco tibetano né all’intestino di Alessia Marcuzzi. Così mi succede di sentirmi quasi in colpa, un po’ spaventato come di fronte a qualunque cambiamento. Ho quasi paura di tornare a Settembre e rendermi conto di esser già stato dimenticato, nel frattempo, abbandonato dall’incostante e fugace pubblico dei navigatori di internet. Perché scusate la sviolinata, ma io alla fedeltà dei miei visitatori tengo non poco, e metterla a rischio per un mese di spiaggia e nullafacenza continua a sembrarmi un azzardo.
Senza contare che le prossime settimane offriranno di sicuro spunti assai succosi, come ad esempio il sindaco di Verona Ettore Tosi (ops.. lapsus freudiano!) che nega l’agibilità dell’Arena per la finale del Festivalbar per la troppa presenza di artisti stranieri in gara e per il sovraffollamento di puttane camuffate da cantanti, o come il governo cinese che oscura tutte le gare in cui a vincere sono gli atleti occidentali. Ma è giusto che persino uno scrittore si ricarichi le pile, lasci per qualche settimana le parole libere di decantare nel cervello, in modo che si depositino abbondanti per esser di nuovo disponibili in massa a Settembre, quando la vita ricomincia ufficialmente. Resta inteso che il blog si ferma ma, tanto per non perdere l’abitudine, qui e là continueranno ad annerirsi le pagine dei taccuini, perché va bene mollare un po’ la presa, ma una dipendenza è una dipendenza e, specie quando non nuoce gravemente alla salute, un grafotossico ha buon diritto di portarsi dietro la sua piccola dose di salvataggio anche su un’isola deserta. Nell’augurare a tutti voi Buone Ferie, auguro a me stesso che qualcuno decida di andare in vacanza con me, e di portarsi dietro, in spiaggia, sulla vetta di un monte, o nella panchina del parco a due passi da casa, una copia de “Il cosmo secondo Agnetha” o magari perché no, una stampa di qualche post disponibile qui. Anche ai più fedeli frequentatori sarà sfuggito qualcuno dei 635 articoli pubblicati in tre anni, e questa pausa può essere un’ottima occasione per recuperare. Oppure, al contrario, la mia chiusura per ferie può essere un’ottima chance per prendervi anche voi un break dagli sbrodolosi soliloqui telematici del Vecchiotti, per poter poi ritornare, fra 30 giorni esatti, più pimpanti, più vogliosi e più lettori di prima. Insomma si chiude. Faccio click clack sulle serrature della mia Samsonite rigida e, ricontrollando una trentina di volte di aver sigillato a dovere la valvola del gas, spengo la luce e indosso il cappello da turista fai da te. L’appuntamento è per lunedì primo settembre. E mi raccomando: vi aspetto tutti puntuali qui, su queste pagine digitali. Affidabili e regolari come l’intestino della Marcuzzi. Postato da: maionese a 01/08/2008 07:09 |
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